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I lavori per la realizzazione del progetto del nuovo polo scolastico di Gualdo Cattaneo devono ancora iniziare, le tante promesse di celerità dell’amministrazione continuano ad essere disattese e, al di là degli atti ufficiali reperibili on line, aleggia ancora mistero sul progetto. Un appello di qualche tempo fa’, firmato da alcuni cittadini in cui si chiedeva un incontro pubblico in cui dibattere, dopo essere rimasto senza risposta come se la nuova scuola fosse non interesse generale ma “cosa loro”, si è concluso con un semplice incontro tra Giunta e una piccola delegazione. Valentini, Annibali, Gervasi e Alessandrini hanno illustrato in quella sede le solite certezze ed un cronoprogramma stringente: confermatissimo il Parco S. Anna, affidamento dei lavori per fine maggio e posa della prima pietra per giugno/luglio con ultimazione della struttura, totalmente ecosostenibile, nel giro di nove/dodici mesi. Sono passati pochi giorni e le carte in tavola sembrano già  mutate per la necessità, conseguenza della guerra, di cambio committente. Andiamo per gradi e cerchiamo di rimettere le cose in ordine.

Nel 2019 il neo eletto Sindaco Valentini e la sua maggioranza si sono trovati subito una bella patata bollente in mano: le verifiche di vulnerabilità sismica, commissionata dalla vecchia amministrazione Pensi, svolta dallo studio Tecnoindagini s.r.l. di Milano rilevano “carenze statiche in alcuni elementi verticali facenti parte della struttura” che portano la chiusura del plesso del Capoluogo adibito a Scuola. Valentini e la sua squadra, non ritenendo necessarie ulteriori verifiche, per rispondere alla necessità impellente dell’inizio dell’anno scolastico che incombeva, decidono in quel periodo di accorpare temporaneamente i due istituti a S.Terenziano. Malgrado gli spazi ristretti, malgrado molti lavori di adeguamento ancora necessari a causa di carenze anche in quella struttura, malgrado i tanti disagi che il trasporto degli studenti potrebbero provocare, la proposta di allora della minoranza, di fare nel capoluogo una struttura temporanea o di verificare la possibilità di adeguare e sfruttare palazzi pubblici inutilizzati (teatro e via Leosprini), non vengono prese in considerazione. L’amministrazione Valentini decide in completa autonomia il percorso da prendere: in un Consiglio Comunale di quel periodo, una delle poche sedute in cui si è parlato della questione, è stato chiaramente detto che non era opportuno investire e recuperare l’istituto di via del Monte e che, dopo aver analizzato vari siti, vista l’impossibilità di procedere in tempi brevi ad espropri, il campo sportivo del parco S.Anna era il luogo più adatto ad accogliere la nuova struttura. Il tempo scorre, l’azione amministrativa, cosi come le vite di tutti noi vengono “sospese” dal covid, i tempi celeri promessi si dilatano e arriviamo all’inizio di quest’anno per un improvvisa accelerazione. La fase di progettazione che ha seguito lo studio di fattibilità tecnica ed economica del comune di Gualdo Cattaneo è finalmente conclusa, il progetto dell’ingegnere marchigiano Henry Gullini è pronto e vengono espletate tutte le formalità per il Bando di gara che è vinto dal costituendo R.T.I. (raggruppamento temporaneo di imprese) formato dall’aziende, Subissati S.r.l. di Ostra Vetere (Ancona) e del Consorzio Stabile CSI di Perugia. Dopo l’ottenimento del contributo da parte del Miur per 3.000.000€ da cofinanziare con ulteriori 1.800.000€ di cui è già richiesto il mutuo a C.d.p., arriva per il Comune l’ennesima sorpresa a sparigliare le carte in tavola.

L’azienda aggiudicatrice, “rinunzia all’appalto per impossibilità sopravvenuta in subordinazione ad un eccessiva onerosità in ragione del divieto di importazione del legno lamellare, prodotto in Russia e necessario per l’esecuzione dell’opera pubblica”. Il Comune cerca di correre ai ripari con lo scorrimento della graduatoria della gara d’appalto espletato, chiedendo disponibilità alla seconda ed ultima impresa concorrente la Travex s.r.l con naturale dilatamento del certo crono programma targato Valentini & co.

Fino ad oggi il tortuoso percorso presenta più di una criticità. La scelta a monte è contestabile: il recupero della  struttura di Via del Monte poteva essere un’occasione di vera “rigenerazione urbana” oltre che economicamente conveniente. Discutibile è stato anche il processo decisionale: nessun confronto sul progetto con la cittadinanza, con le associazioni o con le parti sociali. La discussione sembra concentrarsi solo sul luogo e non su come la scuola doveva essere pensata. Oltre ad un progetto calato dall’alto che condizionerà pesantemente le casse pubbliche, ci sono stati una serie di  annunci ciclicamente disattesi a rendere la questione ancor più nebulosa.

Inoltre le discutibili scelte locali si intrecciano ora con la politica internazionale: il ritardo dell’affidamento dei lavoro è infatti oggi figlio del conflitto in atto. Ci rendiamo ancor più conto di quanto siano brevi i 2300 km che ci separano dall’Ucraina, campo di battaglia dell’ennesima guerra che bussa alle porte dell’Europa. Nel Donbass, seppur con ingenti perdite, le posizioni russe si consolidano e le diplomazie sembrano incapaci di partorire una conferenza di pace. Tuttalpiù si arriverà ad una tregua disegnata sul campo di battaglia con la morte e la distruzione che ne consegue. Le sanzioni, pur colpendo l’economia russa, hanno conseguenze nefaste anche per l’Europa e per la ripresa che si paventava. La spirale inflazionistica delle materie prime si abbatte con veemenza sui fragili salari. Nei Paesi poveri la mancanza di fertilizzanti e la penuria di grano rischia di trasformarsi in crisi alimentare. In tutto questo, nell’isteria collettiva del riarmo pagato con soldi pubblici, i produttori di armi, perlopiù americani, aumentano il proprio business e la ricchezza si ridistribuisce per l’ennesima volta dal basso verso l’alto.

Ecco dunque che se alle incertezze dell’amministrazione locale si aggiungono le pesanti conseguenze dell’economia capitalistica di guerra, quale futuro ci aspetta?

Alessandro Placidi

Alessandro Placidi

Operaio metalmeccanico e attivista sindacale. Amo fare sport all'aria aperta e viaggiare zaino in spalla, m'interesso di politica nazionale e locale. Non possiamo fare a meno di giudicare l'oggi per costruire il futuro: analizzare i fatti che accadono sotto casa nostra per inserirli nel contesto del mondo in cui viviamo può aiutarci a creare, anche in un "territorio disperso" come il nostro, una coscienza comune per costruire un mondo con meno disuguaglianze, razzismo, inquinamento e sfruttamento.

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