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Il limite di velocità è in prima linea tra gli argomenti di attualità nel nostro paese, soprattutto considerando il caso di Bologna, dove recentemente sono avvenuti significativi cambiamenti nella legislazione in materia. Come consueto, in questo spazio desidero analizzare la questione mettendola a confronto con quella di Stoccolma, concludendo poi con uno sguardo sulla realtà più circoscritta del comune di Gualdo Cattaneo.

La città di Bologna è al centro di un acceso dibattito con l’implementazione del progetto “Città 30” – un’iniziativa mirata a diminuire gli incidenti stradali e migliorare la qualità dell’aria nel cuore cittadino. Dal 16 gennaio, è entrato in vigore il limite di velocità limitato a 30 km/h, ridotto dai precedenti 50 km/h, suscitando non solo controversie, ma anche proteste e scetticismo. In questo contesto, ciò che preoccupa maggiormente i cittadini è la trasformazione radicale delle abitudini quotidiane, con proteste che animano le strade e incertezze sull’effettivo impatto positivo sull’ambiente.

Analizzando la situazione da un punto di vista scientifico, un’indagine condotta dall’Imperial College di Londra mostra che nelle aree con un limite di velocità di 20 miglia all’ora, pari a 32 km/h, i veicoli adottano una modalità di movimento caratterizzata da minori accelerazioni e decelerazioni rispetto alle zone in cui il limite di velocità è più elevato (An evaluation of the impacts of on vehicle emissions of a 20mph speed restriction in London (bristol20mph.co.uk)). Questo approccio alla guida più uniforme contribuisce a ridurre le emissioni di particolato derivanti dall’usura di pneumatici e freni.

Per quanto riguarda la sicurezza stradale, un recente rapporto dell’International Transport Forum (Lower Speed Means Fewer Road Deaths | ITF (itf-oecd.org)) sottolinea infatti una costante correlazione tra velocità più basse e miglioramento della sicurezza stradale. Lo studio, che ha analizzato le prestazioni della sicurezza stradale in dieci paesi, ha evidenziato che velocità medie più elevate erano associate a un aumento di incidenti e vittime, mentre velocità inferiori erano legate a un minor numero di incidenti. I risultati confermano le evidenze scientifiche esistenti che indicano come la velocità influisca direttamente sulla frequenza e gravità degli incidenti stradali. Secondo una formula comune infatti, un aumento del 1% della velocità media corrisponde a un aumento del 2% negli incidenti con lesioni, del 3% negli incidenti fatali e gravi, e del 4% negli incidenti fatali.

Esaminiamo ora la situazione nella capitale svedese, Stoccolma. Nonostante sia una città in cui i mezzi di trasporto sono efficienti e sempre più persone rinunciano all’uso dell’auto, si sta mettendo in atto un piano ambizioso per rivedere i limiti di velocità delle sue strade, con l’obiettivo di potenziare la sicurezza del traffico. Nella zona centrale della città, il traffico risulta essere moderato, e gli attuali limiti di velocità sono fissati a 30, 50 e 70 km/h (Speeds on streets – City of Stockholm (trafik.stockholm)). La nuova proposta prevede nuovi limiti di 30, 40 e 60 km/h, i quali gradualmente sostituiranno quelli attuali entro il 2027. Avviato nel 2016 e coinvolgente tutti i quartieri cittadini, il progetto mira a personalizzare i limiti in base alle specifiche condizioni di ciascuna strada principale, promettendo un aumento della sicurezza e una maggiore accessibilità sostenibile. Il limite di velocità in una strada dipenderà dalle condizioni della stessa (ad esempio, 30 km/h per strade locali, strade principali al di fuori di asili e scuole elementari e strade con molti ingressi) (Speeds on streets – City of Stockholm (trafik.stockholm)).

Nonostante non raggiunga le dimensioni di Bologna o Stoccolma, il comune di Gualdo Cattaneo necessita una revisione dei limiti di velocità o quantomeno un piano affinché i limiti vigenti vengano rispettati. È infatti indispensabile monitorare la velocità in specifici punti critici, dove i limiti di sicurezza sono sicuramente disattesi, mettendo così a rischio la sicurezza degli abitanti. In particolare, nei centri abitati di alcune frazioni del comune, come nelle strade di collegamento tra i diversi paesi (ad esempio, la strada che unisce Collesecco e San Terenziano), i limiti non vengono rispettati mettendo a rischio la sicurezza dei residenti.

In conclusione, la tematica dei limiti di velocità stradali assume un’importanza cruciale, con ripercussioni dirette sulla sicurezza e sull’ambiente. Bilanciare le esigenze di mobilità con la necessità di preservare la sicurezza e l’ecosistema urbano può risultare una sfida complessa, ma è imperativo. La ricerca di soluzioni efficaci, sia nelle grandi città che in comuni più piccoli come il nostro, deve tenere conto delle peculiarità locali al fine di garantire un miglioramento sostenibile della qualità della vita e della sicurezza stradale.

Ramona Santini

Ramona Santini

Sono laureata in Tecniche di Laboratorio Biomedico all’Università degli Studi di Perugia. Al momento lavoro come assistente di ricerca in microbiologia al Karolinska Institutet di Stoccolma e oltre alla passione per la Scienza coltivo la passione per la natura e per le culture straniere.

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