image_pdfimage_print

Uno dei limiti di ciò che rimane della politica gualdese e della sua dirigenza è quello di non avere spesso una visione generale nell’agire e nella sua proposta infatti, oltre a mancare un’organicità nell’azione di governo locale, frutto dell’incapacità programmatica, manca la capacità di leggere ed affrontare le questioni territoriali in un contesto più ampio, la capacità di provare ad intervenire affrontando anche grandi temi che coinvolgono la nostra società.

Ecco dunque che a volte, sempre rispettando i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza stabiliti dalla Costituzione, la classe dirigente locale dovrebbe fare uno sforzo maggiore per uscire dal localismo che l’affligge, comprendendo che la politica non è solamente saper tessere alleanze ma programmare il futuro.

Proprio cosi perché se come obiettivo ci si limita a rispondere alle esigenze basilari dei cittadini assolvendo in maniera asettica ai compiti che la legge definisce, non esiste più differenza tra destra e sinistra e per dirla alla Barbero, senza un collante ideologico i partiti funzionano come coagulatori di gruppi d’interesse tenuti insieme da convenienze del momento. Del resto una strada senza buche, lo sfalcio dell’erba o il rilascio di concessioni edilizie, una scuola moderna costruita o ristrutturata con le migliori tecnologie e un servizio efficiente di raccolta dei rifiuti, tanto per fare degli esempi, sono atti che l’ente potrebbe assolvere tramite la sua burocrazia, (dipendenti e dirigenti), il decisore politico non può quindi limitarsi a scegliere dove iniziare lo sfalcio dell’erba e quante volte far passare il netturbino,  ma costruire percorsi progetti e idee che vadano oltre l’ordinaria amministrazione.

Ecco dunque che i politici locali, invece di scimmiottare nel linguaggio e nei modi i costumi peggiori della politica romana, penso soprattutto all’utilizzo propagandistico che si fa dei social, alla leggerezza e all’enfatizzazione nell’annunciare opere e iniziative tipiche dell’amministrazione Valentini (qui) ma che in passato caratterizzava anche il “Pensismo” (da Renzismo) del passato Primo Cittadino (ricordate la fusione dei comuni che in pratica veniva data come fatta?), potrebbe provare a fare uno sforzo maggiore ed uscire dal solco della burocratica normalità.

A Rivoli nel torinese si è consumato l’altro giorno l’ennesimo femminicidio, un’altra donna uccisa dal proprio compagno ossessionato dalla gelosia. A Milano pochi giorni fa sono stati rinviati a giudizio tre giovani per aver violentato nello scantinato del locale una giovane manager, l’ennesima violenza sessuale di gruppo. Per fermare questa scia di atti riprovevoli e ripugnanti occorre lo sforzo delle Istituzioni tutte per educare al rispetto delle donne.

A Gualdo Cattaneo l’amministrazione Valentini ha riattivato lo sportello donna, il progetto è sicuramente un bel segnale ma come sappiamo (qui) non basta denunciare ma occorre prevenire ed educare (soprattutto noi maschi) per sradicare la violenza, ed è necessario intervenire fin dalla scuola. In una discussione alla camera l’altro giorno il Deputato Sasso della Lega ha bollato come una “nefandezza”, “sinonimo di degrado” insegnare l’educazione sessuale nelle scuole (qui). Il provvedimento era stato presentato in commissione dal M5S per essere inserito nella legge in discussione per la prevenzione della violenza di genere e prevedeva l’inserimento di linee guida per l’educazione sessuale ed affettiva già dalla scuola primaria.

Ecco dunque che il Consiglio Comunale di Gualdo Cattaneo, in attesa di capire cosa succederà a Roma e nella speranza che prima o poi si esca dal medioevo con l’approvazione di una legge che “preveda un’educazione fatta in classe omogenea e attenta ai vari orientamenti sessuali di pre-adolescenti e adolescenti”( qui), potrebbe esprimersi e magari in collaborazione con l’Istituto comprensivo, attraverso fondi di bilancio far partire un progetto di questo tipo. Certo sicuramente dai banchi della maggioranza comunale qualcuno sarà pronto ad obiettare come già altre volte in passato perché non averlo fatto prima, la legittima domanda la rivolgiamo alle passate amministrazioni e per ora diciamo soltanto che, “la scuola inclusiva” di cui tanto si riempiono la bocca i politici della destra locale parlando della nuova costruzione del Capoluogo non passa dalla struttura ma, dalla qualità e dalla tipologia dell’insegnamento che in quelle mura verranno fatte.

Alessandro Placidi

Alessandro Placidi

Lavoro nella Pubblica Amministrazione come istruttore contabile dopo aver fatto per anni l'operaio metalmeccanico. Sono attivista sindacale della CGIL, amo fare sport all'aria aperta e viaggiare zaino in spalla; m'interessa la politica nazionale e locale. Non possiamo fare a meno di giudicare l'oggi per costruire il futuro: analizzare i fatti che accadono sotto casa nostra per inserirli nel contesto del mondo in cui viviamo può aiutarci a creare, anche in un "territorio disperso" come il nostro, una coscienza comune per costruire un mondo con meno disuguaglianze, razzismo, inquinamento e sfruttamento.

Leave a Reply